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Abbiamo provato la nuova generazione di Mercedes-Benz GLB. Il SUV elettrico di Stoccarda brilla per comfort e consumi, che ci fanno dimenticare l’ansia da ricarica

Il lusso sta cambiando volto. Non si parla più di ostentazione, di esclusività assoluta, ma si viaggia su altri canali, uno dei quali è l’esperienza. Il denaro è un buon viatico per aprire le porte, anche quelle più inaccessibili, ma ciò che conta davvero è il momento che viviamo. Perché è nostro e resta con noi per sempre. Questo messaggio è stato fatto proprio da Mercedes-Benz - e da altri marchi del suo lignaggio -, che grazie alla nuova GLB non vuole solo offrire un oggetto appartenente per dinastia alla sfera del lusso, ma in più vuole regalare agli automobilisti contemporanei un’esperienza inedita (per molti), grazie alla propulsione elettrica del nuovo SUV che manda in pensione il vecchio EQB, insieme alla sua astrusa nomenclatura.

In primis, perché con GLB l’ansia di ricarica scompare e, in secondo luogo, perché il comfort viene esaltato in ogni sua forma. Basterà a convincere gli scettici? Non lo sappiamo, tuttavia, l’accesso esclusivo al Parco del Respiro di Fai della Paganella è stato possibile grazie alle zero emissioni di cui può far vanto. Con buona pace dei vecchi diesel. E questa è sicuramente un’esperienza che resta.