Valutare l’entità della spesa militare nel mondo non è facile, perché molti Stati hanno bilanci opachi, e poi perché i valori monetari nominali spesso non coincidono con quelli reali; fra gli istituti di ricerca che si impegnano a conteggiare l’entità effettiva dei bilanci militari c’è l’autorevole Sipri svedese, che ha appena diffuso i numeri del 2025: il Sipri stima un incremento globale del 2,9% delle spese militari, ma con alcuni Stati in sorprendente controtendenza, cioè proprio i bellicosissimi Usa, Israele e Iran, che l’anno scorso hanno ridotto le loro spese in armi di vari punti percentuali.
Risulta che nel 2025 il mondo ha destinato circa 2.900 miliardi di dollari alla spesa militare, segnando l'undicesimo anno consecutivo di crescita in un contesto di moltiplicazione di conflitti e tensioni. I tre principali contributori - Stati Uniti, Cina e Russia - rappresentano più della metà del totale, con 1.480 miliardi di dollari. L'aumento mundiale è stato del 2,9% rispetto all'anno precedente, nonostante la diminuzione della spesa militare statunitense. Washington ha speso 954 miliardi di dollari, cioè il 7,5% in meno rispetto al 2024, principalmente a causa della sospensione degli aiuti all'Ucraina.










