Niente Islamabad, sono rimasti a Miami. Steve Witkoff e Jared Kushner, i due uomini di fiducia di Donald Trump per i negoziati, non sono neppure partiti per il Pakistan, dopo che il giorno prima la stessa Casa Bianca aveva annunciato il loro viaggio per incontrare il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi o quanto meno i mediatori pakistani. Lo stallo prosegue, anche se Araghchi ha consegnato al primo ministro pakistano, Shehbaz Sharif, la lista delle proposte di Teheran per l’accordo. «Ho spiegato a Sharif la posizione di principio del nostro Paese sugli ultimi sviluppi relativi al cessate il fuoco e sulla fine definitiva della guerra» ha spiegato Araghchi. Sharif, nelle ore successive, ha anche parlato al telefono con il presidente iraniano Masoud Pezeshkian e ha ribadito «l’impegno per la pace». Intanto, il ministro degli Esteri iraniano ha raggiunto l’Oman per discutere probabilmente anche dello Stretto di Hormuz che si sviluppa, appunto, tra le coste iraniane e omanite. Araghchi dovrebbe tornare nei prossimi giorni nella capitale pakistana, ma il presidente Donald Trump deve avere giudicato poco promettenti le posizioni espresse dal ministro iraniano, e per questo ha bloccato la partenza di Witkoff e Kushner. In una delle sue solite risposte estemporanee ai giornalisti che lo hanno chiamato direttamente al telefono (in questo caso era Fox News) ha spiegato: «Ho detto ai miei collaboratori poco fa, mentre si preparavano a partire: “No, non farete un volo di 18 ore per andare lì. Abbiamo tutte le carte in mano. Possono chiamarci loro quando vogliono, ma non farete più voli di 18 ore per stare lì a chiacchierare del più e del meno”». Successivamente il presidente americano ha pubblicato un lungo post su Truth Social in cui ha ripetuto gli stessi concetti: «Ho appena annullato il viaggio dei miei rappresentanti a Islamabad per incontrare gli iraniani. Troppo tempo sprecato in viaggi, troppo lavoro! Inoltre, all'interno della loro “leadership” regnano enormi lotte intestine e grande confusione. Nessuno sa chi comanda, nemmeno loro». Ancora: «Se vogliono parlare, non devono far altro che chiamare». Infine, altro dettaglio consegnato ai giornalisti: «Il documento che ci ha proposto l'Iran non era abbastanza. Stranamente, dieci minuti dopo che ho cancellato il viaggio dei miei inviati in Pakistan, ce ne hanno mandato un altro. Ci hanno offerto molto, ma non abbastanza».