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Ultimo aggiornamento: 13:12
Ha ringraziato Secret Service e polizia per aver sventato la strage. Ha detto di credere che l’attentatore che ha sparato al White House Correspondents’ Dinner sia un “lupo solitario”. Ed è subito passato a parlare del suo progetto di ballroom alla Casa Banca. Donald Trump ha usato il fallito attentato al Washington Hilton per denunciare carenze di sicurezza e chiedere un’approvazione veloce della sua faraonica sala da ballo.
“Abbiamo esaminato tutte le circostanze di questa sera e devo dire che non si tratta di un edificio particolarmente sicuro”, ha affermato Trump in una conferenza stampa convocata subito dopo l’attacco. La mia ballroom, ha aggiunto, “è invece una struttura molto più grande e sicura. Ha vetri antiproiettile”. Secondo il presidente, Secret Service e militari chiederebbero “da 150 anni” questa nuova struttura che diventerebbe ancora più urgente “perché oggi abbiamo bisogno di livelli di sicurezza mai conosciuti prima”.
È comprensibile che, arrivato al terzo assalto ai suoi danni, Trump cominci a provare una fastidiosa sensazione di insicurezza. Ciò non gli ha comunque impedito di girare a suo vantaggio quanto successo alla cena dei corrispondenti, per giustificare un progetto su cui esistono molti dubbi. Le affermazioni di Trump non sono esattamente inattaccabili. È anzitutto ovvio che la ballroom di un hotel abbia sistemi di sicurezza temporanei, legati agli eventi ospitati, non paragonabili a quelli della Casa Bianca o dei vari edifici del governo federale. Questo però vale per ogni evento politico esterno alla Casa Bianca – dai comizi alle convention di partito a discorsi pubblici – cui i presidenti sono soliti partecipare. Non è poi assolutamente detto che l’associazione dei giornalisti della Casa Bianca accetterbbe di tenere la sua cena di gala annuale all’interno della residenza presidenziale.













