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Brigata ebraica e iraniani accerchiati dalla folla dei pro Pal a Milano. Grida e insulti: "Recintateli". Sinistra e Cgil si voltano dall'altra parte
"Che li recintino - dice una signora col fazzoletto dell'Anpi - e facciano passare gli altri". Sono le 15.05 e il corteo è già bloccato all'incrocio tra corso Venezia e via Senato, in una situazione di stallo e tensione destinata a durare oltre un'ora. Il cordone di polizia in tenuta antisommossa e quello dei volontari dei City Angels vengono fronteggiati da un contro-cordone di pro Pal che sta dando seguito al suo proclama: "Fuori i sionisti dal corteo!" È molto peggio di quanto si temesse. "Un disastro" ammette qualcuno.
Urla a squarciagola e occhi fuori dalle orbite, una massa di fanatici accerchia lo spezzone di Brigata ebraica e iraniani per impedire che arrivi in Duomo. Vuole cacciarli. Non solo, vuole metterli in fuga tra improperi e cori. Umiliarli. "Ve ne andate sì o no?", scandiscono. E quando alla fine, gridando "Libertà! Libertà", questi escono dal corteo - scortati - li segue insultandoli verso via Fatebenefratelli, dove una delegazione della Comunità guidata dal presidente Walker Meghnagi viene ricevuta in Questura. E parla con il ministro Matteo Piantedosi.






