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La maggior parte degli incarichi all'Asgi, legata a Magistratura democratica. Kelany: "Grave che il Pd raccomandi un avvocato ai trattenuti in Albania"
È una piccola cupola rossa. A coadiuvare i migranti che cercano di non essere rimpatriati sono sempre gli stessi avvocati. Il gratuito patrocinio, che è coperto dallo Stato, rappresenta un'attrattiva di guadagno. Il monopolio ha preso piede nei Cpr di Roma-Ponte Galeria, di Gjadër in Albania, di Caltanissetta-Pian del Lago, di Bari-Palese, di Milano-Corelli e di Torino-Brunelleschi. Il trait d'union di questi legali è l'associazionismo "migrazionista". La protagonista assoluta dei ricorsi contro i rimpatri è l'Asgi, l'associazione per gli studi giuridici sull'immigrazione, che certo non è invisa a Magistratura democratica. A Bari e a Caltanissetta, l'80% dei mandati è rilasciato a favore dello stesso legale. Un buon 30% degli incarichi, a Torino, è affidato a due nomi ricorrenti: sono dell'Asgi, che con Md confeziona una rivista giuridica. A Milano la difesa per i ricorsi sui rimpatri nei Cpr funziona così: le pratiche sono nelle mani di quattro avvocati, due sono associati all'Asgi, mentre gli altri due sono vicini alla rete No Cpr, ossia agli antagonisti. Spesso succede che il migrante, quando accede nel Cpr, sia già assistito da un legale di fiducia. Ma gli avvocati rossi, detentori di questo monopolio, com'è stato registrato a Bari-Palese e a Roma- Ponte Galeria, sono comunque riusciti a ottenere il mandato. La filiera si divide tra core legale diretto e alimentazione dei casi.






