Lino Banfi, all’anagrafe Pasquale Zagaria, “non tocca i culi delle ballerine e non si perde nei congiuntivi e nei condizionali”. Firmato Totò. Questo è uno stralcio di una lettera di raccomandazione che il principe De Curtis vergò di sua sponte per suggerire di prendere in scena un giovane Banfi. Il curioso aneddoto lo racconta proprio il comico pugliese al Corriere. L’occasione ghiotta è quella dell’autobiografia 90, Non mi fai paura! che esce martedì 28 per HarperCollins. Banfi ricorda, ovviamente, le scene di nudo assieme alle più belle attrici degli anni settanta/ottanta (Edwige, Anna Maria Rizzoli, Nadia Cassini, Gloria Guida, Barbara Bouchet): “Era lavoro, ma siamo esseri umani: durante quelle scene erotiche e davanti a bellissime colleghe nude, vivevo una grande battaglia interiore. Provarci o resistere? Il dubbio ogni tanto emergeva. Soprattutto perché con me erano tutte molto carine: capitava che la testa partisse e facesse dei viaggi che soltanto un film di fantascienza avrebbe potuto giustificare”.
Tanti i ricordi di una lunga carriera dall’avanspettacolo alla commedia sexy al cinema, fino a quel Nonno Libero di Un medico in famiglia che è diventato il coronamento di una cavalcata nazionalpopolare lunga quasi un secolo: “Vidi il format spagnolo. Le prime impressioni furono molto negative, era un personaggio un po’ scurrile, io invece pensavo al classico nonno italiano in cui tanti avrebbero rivisto il proprio. Il successo fu dovuto anche a questo: ero sul set come se fossi a casa”.







