BELLUNO - È stato dichiarato invalido civile al 100%. Ed ha ottenuto più di mezzo milione di euro a causa di un ritardo diagnostico. Responsabile: il suo medico di medicina generale. Ma ad aprire il borsellino, pagando, è stata l'azienda sanitaria. Motivo: il medico di base era convenzionato con l'Ulss 1 Dolomiti.

Non è stato necessario fare causa per ottenere la dovuta compensazione in denaro: a detta di chi ha curato la faccenda – il team Giesse Risarcimento danni – tutto si è chiuso, se non proprio a tarallucci e vino, in modalità concordata: «La consulenza tecnica d'ufficio (Ctu) in accertamento tecnico preventivo, era talmente convincente che non c'è stato bisogno di fare causa» precisano da Giesse, ribadendo che il risarcimento è stato ottenuto in via stragiudiziale.

Protagonista della vicenda, suo malgrado, un bellunese residente in provincia che ha ora 72 anni e che si era rivolto a Giesse per un caso di presunta malasanità. Per i fatti occorre, peraltro, riavvolgere il nastro tornando indietro di dieci anni. Nel 2016, infatti, l'uomo era solito effettuare dei prelievi di sangue a seguito dei quali, stando al suo racconto, l'allora medico di famiglia che lo aveva in cura non avrebbe disposto ulteriori esami e accertamenti, nonostante la presenza di alcuni valori sospetti.