TREVISO - Introdurre un tetto massimo per le rette delle case di riposo. E aumentare i posti in convenzione, timbrando almeno 4.784 nuove impegnative. Il tutto anche prevedendo una tassa di scopo.

È questo il fulcro della raccolta firme indirizzata alla Regione che i rappresentanti dei familiari di Enea avvieranno oggi nelle quattro case di riposo dell'ex Israa a Treviso. L'obiettivo è riuscire ad accogliere gli oltre 2mila anziani che ancora attendono di entrare in una delle strutture della Marca, attualmente costretti a pagare la retta piena delle Rsa, in privato, arrivando a spendere 3.560 euro al mese.

«Invitiamo tutti i cittadini a venire a firmare nelle strutture di Enea - spiega Eugenio Gallina, presidente dei rappresentanti dei familiari - poi allestiremo anche dei gazebo in città e allargheremo la raccolta firme ad altre case di riposo: con chi ci sta». Oltre al governatore Alberto Stefani, la petizione verrà recapitata anche sulle scrivanie di Gino Gerosa e Paola Roma, rispettivamente assessori regionali alla sanità e al sociale, e su quella del sindaco Mario Conte, presidente di Anci Veneto, l'associazione regionale dei Comuni.

Per le famiglie, l'attuale sistema delle Rsa non è sostenibile. Oltre agli ultimi aumenti delle rette, legati anche alla guerra in Medio Oriente, nel trevigiano ci sono più di 2mila anziani che aspettano di poter entrare in una casa di riposo. Non essendo in posizione utile in graduatoria, le famiglie nel frattempo si arrangiano pagando tutto di tasca propria.