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25 APRILE 2026
Ultimo aggiornamento: 20:47
Prima ha minacciato di uscire dalla Nato, poi di togliere la protezione americana agli Alleati che non si sono mostrati abbastanza solidali sul blocco di Hormuz e, per ultimo, ha preso di mira il capo del governo spagnolo, Pedro Sanchez, arrivando a ipotizzare, secondo le ultime rivelazioni di Reuters, di sospendere Madrid dal Patto Atlantico. Ma in questi due mandati alla Casa Bianca, Donald Trump ha più volte dimostrato che dichiarazioni e azioni spesso non coincidono. E anche in questo caso l’ipotesi di un provvedimento interno all’Alleanza nei confronti della Spagna, ‘colpevole’ di non aver permesso ai bombardieri americani di utilizzare il proprio spazio aereo e le proprie basi per colpire l’Iran, è giuridicamente senza alcun fondamento.
Quest’ultimo capitolo dello scontro interno all’Alleanza nasce da una mail del Pentagono, riportata da Reuters, nella quale si esprime frustrazione il rifiuto di alcuni alleati di concedere agli Usa l’accesso alle basi e i diritti di sorvolo per condurre la guerra all’Iran. Il minimo sindacale, agli occhi di Washington. Da qui l’ipotesi della sospensione di Madrid dal Trattato, mentre per la Gran Bretagna si pensa a una revisione della posizione americana sulle isole Falkland, a vantaggio dell’alleato argentino Javier Milei. “L’ipotesi di una sospensione così come è emersa dalle rivelazioni di Reuters non è possibile – spiega a Ilfattoquotidiano.it la professoressa Chiara Ragni, docente di Diritto Internazionale dell’Università Statale di Milano – Un membro può decidere autonomamente di avviare la procedura uscita dall’Alleanza, ma non può imporla agli altri. Il diritto internazionale prevede che uno Stato possa violare le norme nei confronti di un altro Stato solo se ha già subito da questo un atto illegale, ma non è questo il caso”.












