Una mail riservata del Pentagono ipotizza l’espulsione della Spagna dalla Nato, accusata di essersi opposta alla guerra in Iran iniziata dagli Stati Uniti di Donald Trump insieme al premier israeliano Benjamin Netanyahu. Nel mirino l’esecutivo di Madrid, guidato dal premier Pedro Sanchez, fin dalle prime ore tra i più critici sull’operazione.
Nella mail, descritta da un funzionario anonimo a Reuters, si esprime «frustrazione per la presunta riluttanza o il rifiuto di alcuni alleati di concedere agli Stati Uniti i diritti di accesso, di base e di sorvolo per la guerra contro l'Iran». Ma possono davvero gli Usa sospendere o espellere la Spagna?
Va detto subito che la richiesta eventuale di espulsione non ha in teoria valore giuridico, in quanto il trattato dell’Alleanza Atlantica del 1949 non prevede alcuna procedura di espulsione e la Nato resta un’alleanza volontaria, da cui eventualmente sono i singoli Paesi a poter uscire. Va inoltre sottolineato che la clausola di difesa collettiva si attiva solo in caso di aggressione a un membro.
L'appartenenza alla Nato è una scelta sovrana e resta tale anche quando i rapporti si incrinano. Si entra per decisione propria e si esce allo stesso modo: pressioni, frizioni e isolamento appartengono al terreno della politica, non a quello del diritto. L'ipotesi di una sospensione della Spagna o di alleati ritenuti «difficili» da Donald Trump riporta al centro la grammatica dell'Alleanza.











