Giuseppina di Foggia firma l'accordo: esce da Terna rinunciando ai 7,1 milioni come buonuscita da direttore generale.

Ne riceverà solo poco più di 100mila (lordi) come 'tfr' da amministratore delegato. Si aprono così le porte per la presidenza dell'Eni.La conferma definitiva è arrivata oggi in una lunga nota di Terna dopo una settimana di inviti decisamente molto pressanti arrivati dalla stessa presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.

L'addio a Terna è quindi formalizzato ma che Di Foggia avrebbe lasciato era già noto martedì scorso. Meloni, in visita al Salone del Mobile, era stata perentoria: "Penso che la Di Foggia debba scegliere tra la presidenza dell'Eni e la buona uscita di Terna. Mi pare abbastanza semplice la questione", aveva aggiunto. Dopo poche ora la scelta era fatta e Terna rendeva noto che l'amministratrice delegata uscente aveva "manifestato la sua disponibilità alla sottoscrizione di un accordo finalizzato alla rinuncia dell'indennità di fine rapporto".

Indennità e nuova carica non sarebbero state compatibili perché Terna ed Eni sono società infragruppo (Cdp, è il maggior azionista di entrambe) e per un passaggio da una società all'altra non ci possono essere indennità.