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Unico corteo con in testa sindacati e Pd, in coda gli spezzoni sociali: è così che si presenta il 25 aprile di Milano alla partenza
È un 25 Aprile di divisioni per la sinistra milanese, in piazza per manifestare, più che per ricordare la Liberazione d’Italia. Da una parte ci sono l’Anpi, il Pd e la sinistra istituzionale, che da sempre hanno messo la bandiera sul corteo e che per anni hanno costruito la narrazione di un corteo partigiano e antifascista per ricordare quanto accaduto nel 1945. Poi man mano hanno aperto le fila a rimostranze contemporanee, tra le quali quelle per la Palestina e per l’Ucraina, ma se da parte di questi ultimi non ci sono mai state rivendicazioni, i gruppi pro Pal hanno iniziato ad avanzare pretese, come quella di mettere in testa al corteo i palestinesi, pretendendo di contro l’esclusione della Brigata ebraica.
"L'antifascismo è un valore che appartiene a tutti, se oggi siamo qui a fare politica e perché siamo liberi, per cui dobbiamo festeggiare il 25 Aprile. Lo sbaglio è stato non esserci negli anni passati, l'antifascismo è di tutti e noi siamo qua fieramente". Lo dice a LaPresse Vincenzo Piazza, segretario di Forza Italia giovani Milano, a margine del corteo del 25 Aprile a cui la giovanile azzurra partecipa. Sulle parole fondatore di Futuro Nazionale Roberto Vannacci, che aveva detto di non celebrare la Liberazione ma San Marco, Piazza ha detto: "Io sono molto contento da quando Vannacci è uscito dalla coalizione. Io come tutti i ragazzi di Forza Italia, giovani sono molto distante da quelle idee che consideriamo antidemocratiche e irrispettose".






