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Studentessa modello ma senza emozioni. Gli affetti all'oscuro, unico amico il diario

Studentessa modello, baby sitter affettuosa, volontaria all'oratorio. E poi madre assassina, per ben due volte in poco più di due anni. Chiara Petrolini resterà, ben oltre la sua condanna, uno dei misteri della cronaca italiana. Una Medea bambina, una ragazza del terzo millennio che, di fronte, non a una, ma a due gravidanze indesiderate, sceglie la via più nera e pericolosa, anche per sé. Non dire nulla, negare l'evidenza di una vita che ti cresce dentro, programmando, semmai, scientemente di sopprimerla. O, secondo la difesa, subendo un dualismo patologico per cui avrebbe desiderato che il mondo si accorgesse di lei e di quei figli che aspettava, forse prospettandole una "soluzione".

Intanto la pancia non cresce se non in modo infinitesimale. Il vigore della gioventù non le dà inciampi nella gravidanza. Chiara fuma, Chiara balla, Chiara beve. E nove mesi dopo, guardati negli occhi per pochi attimi quei bimbi che, semplicemente, nella sua agenda di vita, non dovevano essere, li seppellisce come bulbi acerbi nel giardino di caso. Poi torna alla vita di sempre. L'estetista, l'aperitivo con gli amici e quindi la vacanza a New York con la famiglia.