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24 APRILE 2026

Ultimo aggiornamento: 17:09

Vengono confinati, immobilizzati, costretti a iniezioni e inalazioni potenzialmente letali. Alla fine dei test i superstiti vengono comunque uccisi. La Giornata mondiale per gli Animali da Laboratorio vuole rammentare proprio questo: come “le cavie” sopportino di tutto per il solo peccato di non essere nati esseri umani. Istituita nel 1979, questa Giornata funge da catalizzatore per i movimenti sociali che intendono mettere fine alle sofferenze animali. E oggi 24 aprile le cifre di animali usati per la sperimentazione – e morti in nome della scienza – sono più vivide che mai: più di 100 milioni nel mondo, oltre 9 milioni in Europa e circa 400 mila in Italia. E malgrado possano apparire solo numeri agghiaccianti è importante sottolineare che si parla di vite sottratte al naturale ciclo della natura, sacrificate perché utili alla causa umana.

In tempi remoti, quando ancora la scienza era ai primi vagiti e della tecnologia non era stato inventato nemmeno il termine, gli animali rappresentavano l’unica possibilità per avere dei dati statistici sulla realtà. Ma davvero il progresso scientifico attuale è dovuto alla scelta di utilizzare gli animali come cavie? E quanto invece di questa scelta ha rappresentato più un fallimento che una conquista?