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Ultimo aggiornamento: 14:45
Intervenendo questa settimana ad Amburgo in occasione dell’80° anniversario del quotidiano Die Zeit, la presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen aveva ribadito il proprio sostegno all’allargamento dell’UE con un’affermazione che ha fatto infuriare Ankara, candidata da anni all’ingresso: “Dobbiamo riuscire ad allargare il continente europeo in modo che non sia influenzato da Russia, Turchia o Cina”.
Per evitare una crisi diplomatica, tra l’altro mentre il segretario della Nato Mark Rutte era in visita ad Ankara per preparare il vertice di luglio, la Commissione UE ha dovuto pubblicare una correzione a quanto dichiarato da Von der Leyen: “Il suo riferimento alla Turchia è stato un riconoscimento del suo peso geopolitico, della sua dimensione e delle sue ambizioni non da ultimo nei Balcani occidentali, e non era inteso come un confronto con nessun altro paese. La Turchia è un punto di ancoraggio chiave nella regione ed è anche un importante alleato NATO e paese candidato all’UE e, in quanto tale, un interlocutore chiave.”
Intervenendo in una conferenza stampa, la sua portavoce, Paula Pinho, ha risposto a una domanda dell’agenzia turca Anadolu (AA) su come interpretare le dichiarazioni di Von der Leyen: “Quanto affermato è, ovviamente, che la Turchia, proprio in quanto Paese candidato, ha anche una responsabilità aggiuntiva nella regione, e noi non vigiliamo sulla sua influenza in quest’area”. In questo caso, il riferimento era ai Balcani occidentali. Insomma, la toppa è peggio del buco.






