Èappuntamento fra i più prestigiosi di questo Tjf , quello ospitato dall’Auditorium Giovanni Agnelli nel pomeriggio di venerdì 1 maggio, con inizio alle 18 e biglietti a 22 euro. Basterebbe di fatto il nome di Bill Frisell, da quasi mezzo secolo chitarrista fra i più celebrati e innovativi del mondo jazz in virtù di un approccio unico alla materia che lo ha portato a integrare nel suo vocabolario elementi spuri provenienti dal rock come dal folk. A rendere ancora più prezioso il pomeriggio è la scelta di riproporre la sonorizzazione – datata 2013 ma più volte ripresa negli anni – di “The Great Flood”, pellicola dedicata alla più grave inondazione della storia americana, quella del Mississippi del 1927. Firmata oltretutto dall’amico Bill Morrison, formidabile regista americano capace come pochi di trasformare il materiale d’archivio in qualcosa di ben più sperimentale e poetico. A raccontare i dettagli di questo live è lo stesso Frisell.
Da dov'è nata l'idea di unire le forze per un'opera dedicata a una tragedia ormai di un secolo fa?
«Bill aveva appena finito di leggere un libro - “Rising Tide” di John M. Barry – che la raccontava e a quel punto si è messo a cercare immagini d’epoca relative all’inondazione, anche per capire come potesse essere successa. È vero, è quasi passato un secolo da allora, ma è come se la storia si ripetesse, fra errori politici, corruzione e disastri ecologici. Io e Bill poi abbiamo spesso collaborato, ma in genere lui si limitava a prendere dei miei pezzi da sovrapporre alle sue immagini. Qua invece abbiamo lavorato fianco a fianco».








