«Il caso è chiuso»: parola del sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, che ieri, a margine di una cerimonia al Quirinale, ha commentato il tribolato iter del decreto Sicurezza.
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È vero che c’è ben poco da essere ottimisti «perché basta guardare i telegiornali», come su per giù ha risposto Giancarlo Giorgetti a Giorgia Meloni, però è altrettanto vero che nemmeno esser stati troppo prudenti con l’Europa è servito granché. In questi anni il governo, rispetto ai conti pubblici, ha scelto un profilo di massima attenzione rispetto alle regole europee, forse anche per dimostrare che le apparenze e i pregiudizi ingannavano e i sovranisti non erano degli sfasciacarrozze.
A Giuseppe Conte non piace che si ricordi il buco creato dal suo governo con il Superbonus. Ieri, dopo che Giorgia Meloni ha ricordato quanto ancora pesi sulle casse pubbliche la misura del 110 per cento voluta dal governo giallorosso, il capo dei 5 stelle ha reagito in malo modo, accusando il presidente del Consiglio di suonare come un disco rotto. «Questa lagna la sentiamo da quattro anni. Basta con le balle: dopo quattro anni e zero riforme il tempo delle Superscuse è scaduto».














