Alla fine i Friedkin si sono dovuti arrendere e tra i due litiganti a lasciare la Roma sarà Claudio Ranieri. Insanabile, infatti, la frattura con Gian Piero Gasperini, al punto da portare il consulente della proprietà ad avanzare le proprie dimissioni.

Manca ancora l'ufficialità e nessuno dentro Trigoria si sbilancia, ma il passo indietro Ranieri lo aveva paventato già un paio di settimane fa pubblicamente, quando ci fu l'attacco davanti alle telecamere all'allenatore giallorosso. Eppure fino a quel momento lo aveva sempre difeso, anche quando i toni di Gasperini si erano alzati. Dal mercato di gennaio, però, qualcosa - se non tutto - è cambiato: i rapporti hanno iniziato a incrinarsi e sul tavolo delle discussioni ci sono finiti diversi argomenti, a cominciare da quello legato agli infortuni.

Più volte, infatti, Gasperini ha lamentato la gestione di alcuni giocatori in infermeria, prendendosela con uno staff che era stato portato a Trigoria da Ranieri. Poi le incomprensioni di mercato e il rapporto, mai sbocciato, con il diesse Riky Massara, destinato a salutare anche lui una volta che sarà formalizzato l'addio di Ranieri. Tanti gli attriti, fino all'escalation del senior advisor del club nel pre partita contro il Pisa. Da lì è stato impossibile ricucire un rapporto, nonostante il tentativo dei Friedkin con call e telefonate dall'America. Ma prima il silenzio e qualche giorno lontano da Trigoria facevano presupporre che l'addio tra la Roma e Ranieri fosse imminente, poi il ritorno al centro sportivo e allo stadio in occasione della gara con l'Atalanta aveva lasciato pensare a una convivenza forzata fino a fine stagione. Poi le nuove tensioni e una giornata decisamente convulsa, nonostante in mattinata Ranieri avesse rotto il muro di silenzio dietro il quale si era trincerato.