«L’AS Roma comunica che il rapporto con Claudio Ranieri è terminato». Lo fa sapere il club giallorosso in una nota. «Il Club desidera ringraziare Claudio per il suo significativo contributo alla Roma - si legge ancora -. Ha guidato la squadra in un momento molto difficile e saremo sempre grati per i suoi sforzi. Guardando al futuro, la nostra direzione è chiara. Il Club è solido, con una leadership forte e una visione ben definita. L’AS Roma verrà sempre al primo posto». Quindi la rinnovata apertura di credito verso l’allenatore: «Abbiamo piena fiducia nel percorso che ci attende sotto la guida tecnica di Gian Piero Gasperini, con l'obiettivo condiviso di crescere, migliorare e ottenere risultati all'altezza della nostra storia».
Ranieri al passo d’addio: i Friedkin scelgono Gasperini
«La società decide ciò che vuole. Evidentemente c'è qualcosa che non ha funzionato – è il commento del ministro dello Sport, Andrea Abodi –. Ranieri è un patrimonio acquisito del calcio italiano».
Certo è un caso, ma il simbolismo di alcune coincidenze colpisce l'animo: nell'anno in cui il Leicester, protagonista della favola più bella del calcio europeo, finisce nella Serie C inglese, anche la sua guida, il normal one come lo chiamavano in Inghilterra o il divo Claudio, appellativo nell'Urbe, chiude la sua avventura alla Roma. Ranieri non ha più rapporti con la società giallorossa, conseguenza di una feroce lotta dialettica con il tecnico Gian Piero Gasperini. Finisce così una lunga storia d'amore per la quale l'allenatore aveva rinunciato anche alla panchina della Nazionale, vestendo invece i panni del "senior advisor” giallorosso. La sua squadra del cuore con cui prima ha giocato, poi ha allenato e guidato infine da dirigente. Dieci anni fa il trionfo in Premier League che tolse a Ranieri la nomea di eterno secondo, anche con la sua Roma quando, nella stagione 2009-10, perse lo scudetto nelle ultime giornate cedendo sul traguardo all'Inter di Mourinho.










