TREVISO - Tutto è partito da alcuni messaggi vocali inviati da un 12enne in una chat Whatsapp con alcuni compagni di classe. Offese e insinuazioni pesanti verso uno dei propri professori. Questo, sostanzialmente, il contenuto degli audio. Da lì il caso è poi sfociato prima in una denuncia per diffamazione sporta dal prof e poi in un risarcimento simbolico all’insegnante, un 49enne, da parte del ragazzo e dei suoi genitori. Ma soprattutto, la vicenda si è conclusa con una lettera di scuse, scritta dal giovane alunno di proprio pugno al docente: «Non mi ero reso conto delle conseguenze di quei vocali. Mi dispiace, non lo rifarò più».
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Siamo in una scuola media dell’hinterland trevigiano. I fatti risalgono al 2024. Il giovane alunno, un 12enne, invia nel gruppo Whatsapp che ha con i compagni di classe alcuni messaggi vocali dal contenuto inequivocabile, in cui prende di mira un professore della sua scuola. Il contenuto degli audio? Sostanzialmente offese e frasi giudicate poi dal docente diffamatorie nei suoi confronti. Le chat fanno velocemente il giro della classe, fino ad arrivare prima ai genitori e poi allo stesso insegnante. Che, assistito dall’avvocato Innocenzo D’Angelo, non ci pensa due volte e presenta una denuncia per diffamazione nei confronti del minore. Questo, spiega il legale, non tanto con intento punitivo verso il giovane ma educativo: «Cosicché potesse rendersi conto del peso e delle conseguenze delle proprie azioni».








