«L'istruzione tecnica e professionale è una delle grandi sfide del futuro, uno dei pilastri del sistema formativo italiano, dobbiamo rompere quel pregiudizio in base al quale, talvolta in passato, era considerata una istruzione di serie b. Dobbiamo prendere atto che non ha più senso distinguere tra licei e istituti tecnici e professionali».

Lo ha detto il ministro dell'Istruzione e del merito, Giuseppe Valditara, nel corso del Premio Maestro del Made in Italy. Valditara ha spiegato che «Aristotele e Teofrasto, quando parlavano di liceo, parlavano anche di agronomia e di zoologia, per esempio». Quindi «un liceo che si occupava della realtà circostante, non solo di filosofia o grammatica».

«Probabilmente dobbiamo andare verso un percorso che ci faccia parlare di liceo chimico, agrario, meccatronico, tessile - ha aggiunto - perché non ha più senso distinguere i licei dagli istituti tecnici e professionali».

Valditara ha ricordato la riforma del 4+2 e l'importanza che «la scuola sia sempre più in rapporto con il mondo dell'impresa».

«Quest'anno abbiamo visto iscriversi al primo anno 11.500 ragazzi - ha sottolineato - e sui tre anni siamo a oltre 20mila». «Se ci sarà una progressione di questo tipo - ha concluso - contiamo fra 5 anni di avere nell'intero percorso quasi centomila iscritti».