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Sostituita la statua di Gesù distrutta da un soldato israeliano: l’intervento dei militari italiani UNIFIL tra tensioni locali, reazioni internazionali e gestione dei simboli religiosi nel conflitto
Nel sud del Libano, in un’area già segnata da anni di instabilità e dalla presenza militare internazionale, un episodio ha rapidamente assunto una dimensione simbolica che va oltre il contesto locale. La distruzione di una statua di Gesù Cristo da parte di un soldato israeliano durante operazioni nella zona di confine ha innescato una catena di reazioni politiche, religiose e diplomatiche, fino all’intervento delle forze di pace delle Nazioni Unite. Ora la statua è stata sostituita grazie a un’iniziativa dei militari italiani impegnati nella missione UNIFIL.
The IDF soldier who smashed a statue of Jesus with a sledgehammer in southern Lebanon has been dismissed from combat duty and sentenced to 30 days in jail. The soldier who filmed him received the same punishment. pic.twitter.com/HhxmdwjF79










