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Fortunatamente non ci sono stati feriti, ma l'episodio ha fatto salire la tensione alle stelle
Spari contro un convoglio del contingente italiano dell'Unifil nel Sud del Libano. Un mezzo blindato Lince è stato centrato da colpi di avvertimento esplosi dall'Idf per bloccarne la marcia. La colonna di mezzi, che aveva appena lasciato la base di Shama con destinazione Beirut, è stata bersagliata a circa due chilometri dal punto di partenza. I proiettili hanno raggiunto pneumatici e il paraurti del veicolo, costringendo i caschi blu a fare dietrofront e rientrare alla base. Fortunatamente non ci sono stati feriti, ma l'episodio ha fatto salire la tensione alle stelle. Dura la condanna della premier Giorgia Meloni che definisce "del tutto inaccettabile che il personale" impiegato "sotto la bandiera dell'Onu sia messo a rischio con azioni irresponsabili" in "palese violazione della risoluzione 1701 delle Nazioni Unite".
"Israele dovrà chiarire" attacca la premier. Intanto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha convocato alla Farnesina l'ambasciatore israeliano e sentito telefonicamente il presidente del Libano, il generale Joseph Aoun esprimendo solidarietà per gli "attacchi ingiustificati e inaccettabili che sta subendo da Israele". "I militari italiani non si toccano" avvisa Tajani che, in Aula alla Camera, ha fornito alcuni dettagli sull'episodio in cui è stata coinvolta la colonna italiana spiegando che "portava elementi a Beirut per il rimpatrio". Dal ministro della Difesa Guido Crosetto la richiesta "alle Nazioni Unite di intervenire presso le Autorità Israeliane con la massima urgenza per chiarire l'accaduto, adottare tutte le misure necessarie a garantire la sicurezza del contingente italiano e di tutto il personale Unifil e ribadire con fermezza il rispetto del mandato e della protezione dovuta ai caschi blu". Crosetto assicura che "l'Italia continuerà a sostenere la missione di pace, ma pretende il pieno rispetto del ruolo di Unifil e la tutela dei propri militari. Episodi come questo - afferma - sono intollerabili e non devono ripetersi".







