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Washington blocca 500 milioni in contanti e congela la cooperazione militare. La mossa mette sotto pressione un’economia fragilissima e riapre lo scontro con Teheran

L'economia irachena è basata sul contante, e la capacità degli Stati Uniti di controllare il flusso di dollari nel Paese è considerata come l’asso nella manica di Washington per imporre la propria volontà a Baghdad. L'amministrazione Trump ha sospeso da poco le spedizioni di dollari statunitensi in Iraq e congelato i programmi di cooperazione in materia di sicurezza con le sue forze armate, Lo scopo? Fare pressione su Baghdad affinché smantelli le potenti milizie sostenute dall'Iran.

Una spedizione di quasi 500 milioni di dollari in banconote statunitensi, provenienti dalle vendite di petrolio iracheno e depositate presso la Federal Reserve Bank di New York, è stata bloccata di recente dai funzionari del Dipartimento del Tesoro. Si tratta della campagna di pressione da parte dell'amministrazione americana per costringere il governo di Baghdad a prendere le distanze dall’Iran. Le misure statunitensi potrebbero potenzialmente paralizzare la già fragile economia irachena. L'Iraq ha a lungo mantenuto stretti legami sia con l'Iran che con gli Stati Uniti e si trova spesso stretto tra le due potenze nemiche. Quanto sta avvenendo è un modo anche per inviare un segnale agli altri partner produttori di petrolio nella regione. Ma è finalizzato pure a contrastare il contrabbando di dollari da parte delle milizie irachene filo-iraniane, e a fare pressione sull'Iraq affinché intensifichi il controllo su queste stesse milizie.