Ci sono voluti anni di pressioni diplomatiche, ricorsi e un cambio di sensibilità pubblica, ma alla fine il nome 'La Mafia' sparisce dalle insegne di una delle catene più note della ristorazione in Spagna.

'La Mafia se sienta a la Mesa' (La Mafia si siede a tavola) diventa 'La Familia se sienta a la Mesa', una correzione che segna un successo dell'Italia, da tempo in prima linea contro l'uso commerciale dell'immaginario mafioso.

La premessa di questa svolta era stata la decisione dell'Ufficio spagnolo brevetti e marchi, che a marzo aveva dichiarato nullo il marchio, ritenendolo contrario all'ordine pubblico e alla morale. Un pronunciamento che recepisce le istanze avanzate dall'ambasciata italiana a Madrid e in linea con precedenti europei. Il Tribunale dell'Ue aveva infatti rilevato già nel 2018 come quella denominazione potesse trasmettere un'immagine "globalmente positiva" della mafia, banalizzando un fenomeno criminale. La catena spagnola aveva un mese di tempo per presentare ricorso contro la decisione dell'Ufficio brevetti, ma le due sentenze contrarie l'hanno portata a desistere.

La disputa si era estesa anche fuori delle aule giudiziarie. L'ambasciatore italiano in Spagna, Giuseppe Buccino Grimaldi, era intervenuto direttamente scrivendo al club di basket Casademont di Saragozza, in Aragona, Reynaldo Benito, per contestare la presenza della catena 'La Mafia' fra gli sponsor della squadra. Nella lettera parlava apertamente di un marchio "offensivo" non solo per le vittime e i loro familiari, ma per "qualsiasi cittadino con un livello medio di sensibilità", sottolineando il "disagio" per averlo associato a una realtà sportiva di primo piano. Buccino Grimaldi ha richiamato anche l'impegno dell'Italia e dell'Ue contro la criminalità organizzata.