Arriva all’improvviso, invadendo il nostro cervello. Si installa scollegandoci dal mondo, facendoci vivere sotto una coltre di tristezza. L’identikit della depressione è definito, ma non lo era, almeno fino a ieri, il meccanismo biologico che la genera. La risposta è arrivata da una nuova ricerca italiana, condotta dal Neuroscience Institute Cavalieri Ottolenghi (Nico) dell’Università di Torino e pubblicata su Scientific reports: c’è un processo chiave attraverso il quale la depressione fa leva sulla nostra attività cerebrale, mandandoci ko.

Un esercito di depressi

Sono tanti distribuiti in tutto il mondo e sono in aumento. I depressi sono cresciuti dopo la pandemia Covid. Questa patologia, oggi, colpisce più di 300 milioni di persone e circa il 6% degli italiani, con picchi tra giovani (18-34 anni) e anziani: circa 2.800.000 italiani soffrono di un disturbo depressivo, mentre un milione accusa una depressione maggiore. Ma anche la fascia degli over 65 ne fa le spese. Fattori come ansia cronica, crisi economiche e isolamento hanno elevato i casi, rendendola una delle principali malattie croniche.

Parkinson, ansia e depressione possibili segnali precoci fino a 10 anni prima

DI IRMA D'ARIA