Due studi di Unioncamere Piemonte e Confindustria Piemonte, presentati questa mattina all'Unione Industriali di Torino, evidenziano il rapporto sempre più stretto tra capacità di investimento e sviluppo tecnologico delle imprese.
I principali settori in cui hanno investito le imprese piemontesi nel 2025 risultano infatti: "software, piattaforme digitali e cybersecurity, ricerca e sviluppo, elaboratori, server e cloud".
E il 59% ha già avviato un percorso di adozione dell'intelligenza artificiale o sta per farlo.
"La nostra analisi - dice il vicepresidente di Unioncamere, Massimiliano Cipolletta - non restituisce solo una fotografia congiunturale positiva, ma delinea una vera e propria metamorfosi dell'identità industriale piemontese. La ripresa osservata non è un semplice rimbalzo statistico, bensì l'esito di una scelta strategica: il passaggio da un'economia di resistenza a una di visione. Il fatto che un terzo delle imprese abbia investito in un anno di transizione indica che il tessuto produttivo ha metabolizzato l'innovazione non più come un'opzione, ma come l'unico prerequisito per la sopravvivenza nei mercati globali".
"Le imprese piemontesi - osserva Andrea Amalberto, presidente di Confindustria Piemonte - si collocano in una posizione di relativa forza nell'ecosistema italiano dell'intelligenza artificiale, con una base di ricerca eccellente, la presenza di grandi player industriali che trainano l'innovazione e un sistema di supporto alle imprese strutturato, che vale oltre cento milioni di investimenti tra pubblico e privato, cui vanno aggiunti i costi delle licenze. Abbiamo poi la sede a Torino dell'AI4I, un elemento cruciale per aumentare la consapevolezza dell'importanza degli investimenti concreti in intelligenza artificiale".






