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22 APRILE 2026

Ultimo aggiornamento: 17:38

E così per solo un decimo di punto, il governo Meloni ha sforato il vincolo europeo del 3% nel deficit di bilancio. È una piccola discrepanza rispetto a un debito pubblico che ha superato ogni record andando oltre i tremila miliardi di euro, ma i suoi effetti saranno devastanti per il paese; a maggior ragione con l’economia che si sta fermando a causa delle guerre di Trump e Netanyahu. Accettando il nuovo patto di stabilità e non opponendosi al restauro del vincolo del 3%, il governo Meloni voleva ottenere il pieno riconoscimento di un ruolo guida a livello europeo, invece si è messo nei guai, assieme al paese che vorrebbe governare.

Il tetto al deficit è nato con lo stesso Trattato di Maastricht, che nel 1992 istituì l’Unione Europea. Quel vincolo faceva parte di tutte le restrizioni imposte dalla Banca Federale di Germania ai paesi “ spendaccioni”, per avere l’onore di unirsi alla potenza economica tedesca. Il trattato di Maastricht prescriveva che il debito pubblico non dovesse mai superare il 60% del prodotto interno di un paese, e che il deficit tra entrate e uscite del bilancio pubblico annuale non potesse essere essere superiore al 3%, pena misure punitive economiche e sociali. Erano vincoli stupidi, come li definì proprio l’europeista Romano Prodi, che poi li ha sempre rispettati. Ma quei vincoli hanno avuto una funzione di politica economica fondamentale: imporre, con l’austerità di bilancio, il liberismo, le privatizzazioni e lo smantellamento dello stato sociale. Tutti i paesi europei, con maggiore o minore pesantezza, hanno subìto questa politica, destra e sinistra si sono alternate nei governi, ma hanno sempre attuato le stesse scelte di fondo.