La gita scolastica doveva essere un momento di crescita, condivisione e divertimento per un alunno di 12 anni con "Bisogni educativi speciali" e invece, secondo il racconto della sua famiglia, si sarebbe trasformata in un'esperienza di isolamento ed esclusione che ha spinto i genitori a presentare una denuncia alla Procura di Napoli Nord.

Al centro della vicenda, uno studente di una scuola media di Afragola, nel Napoletano, la cui famiglia è stata costretta ad accettare, viene riferito dai genitori, la decisione di lasciarlo solo in compagnia del padre, durante la gita, durata qualche giorno, escludendolo dalla convivialità che invece caratterizza queste iniziative.

In sostanza sarebbe stato deciso, in un consiglio di classe straordinario, che il 12enne avrebbe potuto prendere parte alla gita solo se accompagnato dal padre e con l'obbligo di pernottare esclusivamente con lui. In caso contrario, il ragazzo non avrebbe potuto partecipare. Il papà del ragazzino, però, era anche l'autista del bus usato per l'escursione che, secondo le norme, deve rispettare il riposo per tutelare la sicurezza dei passeggeri.

Durante la gita sarebbero emerse tutte le criticità della scelta: il ragazzo, che a detta della famiglia presenta piena consapevolezza cognitiva, avrebbe vissuto momenti di forte disagio emotivo generato dalla consapevolezza della propria esclusione e dell'impossibilità di condividere pienamente l'esperienza con i propri compagni, soprattutto nei momenti di pernottamento.