Gli hater di Cristina Seymandi iniziano a chiedere scusa e, tra risarcimenti, multe e spese legali pagheranno fino a 5mila euro a testa.

"Uno mi dava della escort. Diceva che le donne migliori sono quelle che paghi - ricorda ora Seymandi a Repubblica -. Sono stata attaccata in quanto donna. Ed è la prima volta che questo tipo di insulti vengono riconosciuti per la loro natura sessista", aggiunge l'imprenditrice sul quotidiano.

"Le scuse mi sono sembrate poco credibili" prosegue Seymandi, finita nel mirino degli odiatori da tastiera, in seguito alla rottura col fidanzato Massimo Segre e alla diffusione di un video in cui l'uomo leggeva una lettera in cui rivelava un presunto tradimento compiuto dalla compagna. Era l'estate del 2024 e il video fu ripreso e rilanciato online, dove arrivarono commenti social contro Seymandi.

"La condanna della magistratura è importantissima — ribadisce la donna -, ma sono consapevole che c'è ancora molto da fare per raggiungere un vero cambio culturale nella parità di genere". Erano 26 gli indagati per gli insulti sessisti rivolti via social a Seymandi. Con alcuni — una manciata — si è arrivati a un accordo. Pare che gli uomini abbiano manifestato grande imbarazzo per quanto scritto sui social, scusandosi e concordando un risarcimento danni a favore di Seymandi. Altri invece hanno accettato il decreto penale di condanna. Nei loro confronti Seymandi, difesa dall'avvocato torinese Claudio Strata, starebbe valutando se procedere con una causa civile.