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Martedì sera il presidente statunitense Donald Trump ha annunciato l’estensione del cessate il fuoco con l’Iran, che sarebbe dovuto scadere mercoledì. Ha detto che la pausa nei combattimenti durerà fino a quando le discussioni con l’Iran non saranno concluse: «in un modo o nell’altro», ha specificato in modo piuttosto criptico.
L’estensione è stata dichiarata dai soli Stati Uniti e non concordata con il regime iraniano, che ha commentato solo in modo vago. Trump ha motivato l’annuncio dicendo che al momento l’Iran è troppo diviso per negoziare un accordo stabile (in effetti lo è, diviso: lo avevamo spiegato qui). Nel frattempo gli Stati Uniti continueranno il blocco navale nello stretto di Hormuz, per le navi che cercano di lasciare o raggiungere i porti iraniani: una decisione che l’Iran ha già detto di considerare un atto di guerra.
Il primo commento del regime iraniano è stato quello di Mahdi Mohammadi, consulente del presidente del parlamento Mohammad Ghalibaf, che aveva fatto parte della prima delegazione iraniana nei negoziati a Islamabad, in Pakistan. Ha scritto su X che l’estensione del cessate il fuoco da parte di Trump «non ha nessun significato», e sostenuto che la decisione degli Stati Uniti sia una tattica per prendere tempo in vista di un attacco a sorpresa (gli Stati Uniti stanno mandando nella regione una terza portaerei e altre migliaia di soldati).












