La guerra tra Stati Uniti e Iran è entrata in una nuova fase di attesa dopo la decisione del presidente americano Donald Trump di prorogare il cessate il fuoco, in risposta a quelli che ha definito intensi sforzi di mediazione guidati dal primo ministro pakistano Shehbaz Sharif e dal capo dell'esercito Asim Munir, con l'obiettivo di dare spazio a una proposta iraniana. Nonostante questa tregua fragile, il linguaggio delle condizioni tra le parti continua a riflettere una profonda distanza, che mantiene la regione sospesa tra lo scenario di un "grande accordo", evocato da Trump, e il rischio di una nuova escalation militare. Washington affronta i negoziati forte di quello che considera il successo del blocco navale e insiste su una serie di condizioni definite "non negoziabili". Tra queste, il trasferimento fuori dall'Iran di tutto lo stock di uranio arricchito al 60% o più e la garanzia che non venga utilizzato per scopi militari. Tra le priorità americane figura anche la sicurezza dello Stretto di Hormuz, con la richiesta di assicurare che navi commerciali e petroliere non siano minacciate dalle forze iraniane. Gli Stati Uniti chiedono inoltre lo smantellamento della rete di mine navali e imbarcazioni senza pilota dispiegate recentemente nella regione, nonché l'impegno a non chiudere lo stretto in nessuna circostanza.
Iran-Usa, Trump proroga il cessate il fuoco. Ma i veti incrociati paralizzano i negoziati
La guerra tra Stati Uniti e Iran è entrata in una nuova fase di attesa dopo la decisione del presidente americano Donald Trump di prorogare il ...












