Un 19enne è agli arresti domiciliari con l'accusa di aver guidato una rete online di giovani estremisti neonazisti e antisemiti.
L'operazione, coordinata dalla Procura di Milano e dalla Procura per i minorenni, ha portato anche a 15 perquisizioni in tutta Italia, nove delle quali nei confronti di minorenni.
Il giovane, italiano residente a Pavia, è ritenuto dagli investigatori promotore e amministratore di un gruppo, una chat chiamata 'Terza posizione' che avrebbe diffuso propaganda razzista e religiosa, contenuti di minimizzazione della Shoah e messaggi di apologia del genocidio del popolo ebraico.
La chat è al centro dell'indagine della Digos di Milano, con il supporto della Digos di Pavia e della Direzione centrale della Polizia di prevenzione. Il nome richiama l'omonima formazione eversiva degli anni Settanta e accessibile, secondo gli inquirenti, a un centinaio di utenti.
In quello spazio virtuale circolavano materiali neofascisti, neonazisti e apertamente antisemiti, con esaltazione di autori di stragi suprematiste come Brenton Tarrant, responsabile dell'attacco di Christchurch del 2019, e riferimenti a Stephan Balliet, autore dell'attentato del 2019 ad Halle, in Germania. Tra i contenuti emersi anche la cosiddetta "white jihad", una miscela ideologica tra simboli e propaganda dell'estrema destra radicale e richiami al terrorismo jihadista, accomunati dall'antisemitismo.






