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Ecco cosa non torna delle ricostruzioni sulle manovre per il Quirinale che l'ex premier propone nel suo libro
Nel suo libro Una nuova primavera il leader dei Cinquestelle Giuseppe Conte torna sulla rielezione di Sergio Mattarella al Quirinale e mischia abilmente verità e fiction. O almeno questo sostengono alcuni protagonisti di quella vicenda, contorta come tutte le partite che riguardano il Colle. È vero che il Mattarella 2 arrivò dopo che tutti gli altri nomi erano stati bruciati, fino al falò finale su Elisabetta Belloni, "ambasciatrice e capo del Dis, l'agenzia di coordinamento delle nostre intelligence", impallinata a un passo dalla meta. Vero, ma vero a metà. Perché il leader dei 5 Stelle, impegnato in una furibonda polemica con Luigi Di Maio, che gli risponde per le rime, racconta solo una parte della storia e forse non la più importante.
Scrive Conte: "A partire dalla mattina del 24 gennaio con Enrico Letta e Roberto Speranza istituimmo una sorta di comitato permanente". E poi aggiunge: "Sin dalle prime votazioni avevamo concordato di far convergere una manciata di voti sul presidente uscente Mattarella, con l'obiettivo di farli crescere poco alla volta". Insomma, mentre erano in corso le grandi manovre a carte coperte, Conte avrebbe lanciato progressivamente la volata al Presidente uscente.






