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22 APRILE 2026

Ultimo aggiornamento: 11:56

Galeotta fu la doppia retribuzione: indennità di manager della sanità campana e pensione anticipata. In violazione di una normativa che vieta il conferimento di incarichi dirigenziali e direttivi a chi si trova in quiescenza. A meno che non vengano svolti a titolo gratuito. Non sarebbe stato così, invece, per i quattro ex direttori generali di Aziende Sanitarie campane ai quali la procura campana della Corte dei conti ha notificato un invito a dedurre, contestando un danno erariale complessivo di oltre 880mila euro.

Si arriva a questo punto anche perché cadde nel vuoto una richiesta di parere formulata dal direttore generale della Sanità Antonio Postiglione: “Ad oggi non è pervenuto alcun riscontro in merito da parte della Presidenza del consiglio dei ministri”, si legge negli atti trasmessi agli indagati. E fu ignorata anche la successiva interrogazione consiliare di FdI alla giunta De Luca, che ipotizzava un danno erariale, rimasta inevasa “sul quesito di maggiore rilevanza, avente ad oggetto, appunto, la richiesta in merito al se quei rapporti, dal momento dell’avvenuto collocamento in quiescenza dei direttori generali, sarebbero stati trasformati o meno in rapporti a titolo gratuito”.