n 12 anni oltre 100 miliardi di costi per terremoti, alluvioni e tempeste convettive in Italia. E la pausa che ci ha regalato il 2025 non deve far pensare a un’inversione di rotta rispetto al crescente aumento dei fenomeni catastrofali. Anche perché, ed è il dato più eclatante che emerge da un’iniziativa appena lanciata da Unipol, il Paese conta ben 41 milioni di immobili potenzialmente esposti a eventi naturali distruttivi. Un numero frutto di un’approfondita analisi condotta dalla compagnia assicurativa per dar vita a uno strumento capace di capire il rischio per far assumere le giuste decisioni. Si tratta del Natural risk index (Nri), un indicatore originale che fornisce una misura sintetica e comparabile dei rischi catastrofali a livello regionale. Lo strumento, che si avvale dei modelli sviluppati da Gallagher Re e che tiene conto di tre variabili, ossia terremoto, alluvione e tempeste convettive, punta a trasformare i dati complessi in elementi che possono orientare politiche di prevenzione e mitigazione.
L’indicatore
Per misurare il Nri, l’analisi è partita dalla mappatura del patrimonio immobiliare italiano esposto agli eventi catastrofali concentrandosi su tre macrosettori: imprese (attività produttive e commerciali); abitazioni (patrimonio residenziale) ed edifici pubblici (immobili della Pubblica Amministrazione). Sono state invece escluse le infrastrutture che seguono altre logiche. Sulla scorta di questo macrogruppo è emerso il dato di cui si parlava, ossia i 41 milioni di unità immobiliari a rischio. Per la maggior parte concentrare a Roma, Milano e Napoli. Ragione per cui, peraltro, il calcolo del costo di ricostruzione di questi immobili risulta essere particolarmente rotondo: 14.400 miliardi di euro, pari a sette volte il Pil nazionale.






