È uno dei volti televisivi più noti della propaganda del Cremlino, è la voce non ufficiale attraverso cui il presidente russo Vladimir Putin diffonde messaggi e attacchi contro l’Europa, l’Occidente, la Nato, è colui che regolarmente invita allo sterminio degli ucraini, a cancellare dalla faccia della terra città come Kiev e Kharkiv e a sganciare l’atomica sulle capitali occidentali. Vladimir Solovyev, 63 anni, è l’anchorman del putinismo catodico, che con una violenza rara, in uno dei suoi programmi, ha deciso in questi giorni di attaccare anche Giorgia Meloni, offendendola più volte in italiano, lingua che parla correntemente. «Vergogna della razza umana. Bestia naturale, idiota patentata», ha detto Solovyev durante una puntata del programma Polnyj Kontakt (Full Contact) per poi storpiare il nome del primo ministro italiano: «Giorgia Putta Meloni». E ancora: «Che brutta donnaccia cattiva. Non c’è bisogno di discutere su questo punto di vista. Questa è una realtà».

Solovyev ha in seguito attaccato Meloni sul suo rapporto con il presidente americano Donald Trump: «Si sentiva dalle dichiarazioni di Merz. Si sentiva dalla dichiarazione di questa Meloni, una creatura fascista che ha tradito i suoi elettori, perché si era presentata con slogan completamente diversi.Beh, il tradimento è il suo secondo nome: ha tradito Trump al quale precedentemente aveva giurato fedeltà». Prima del capo del governo italiano, in diretta tv su Russia 1, il canale principale della televisione pubblica russa, l’anchorman aveva rivolto parole ingiuriose anche verso la vicepresidente del Parlamento europeo e esponente del Partito democratico Pina Picierno, “colpevole” di aver protestato contro la prevista partecipazione del russo a Lo stato delle cose, il programma condotto da Massimo Giletti su Rai 3. «Sua bocca puzza di tirannia», aveva detto Solovyev di Picierno, usando altri insulti curiosamente simili a quelli rivolti a Meloni: «Miserabile bestia pietosa, vergogna della razza umana, idiota patentata».Anche in quel caso in lingua italiana.