Ipost sulla guerra contro l'Iran in piena notte, la rievocazione di conflitti passati, e il secco no - pronunciato prima della nove del mattino americane - a un'estensione del cessate il fuoco: senza un accordo ci saranno "molte bombe".
Poi la giravolta a poche ore dalla scadenza della tregua. Con un messaggio molto composto, senza invettive o minacce, Donald Trump ha annunciato una proroga del cessate il fuoco praticamente a tempo indeterminato.
Una inversione a U che ha fatto subito gridare molti all'ennesimo 'Taco Tuesday' perché disperato dal voler mettere fine alla guerra. Trincerato alla Casa Bianca, il presidente ha iniziato la sua giornata con toni trionfalistici. "Ho appena dato un'occhiata a un piccolo grafico: la prima guerra mondiale è durata quattro anni e tre mesi. La seconda sei anni. La guerra di Corea, tre anni. Il Vietnam, 19 anni. L'Iraq, otto anni", ha affermato durante un'intervista a Cnbc. "Avrei vinto in Vietnam e in Iraq molto rapidamente se fossi stato presidente", ha aggiunto, facendo intenrdere di essere in grado di liquidare rapidamente anche il conflitto in Iran. Terminata l'intervista - che sarebbe dovuta durare 20 minuti ma si è prolungata per quasi 45 -, Trump è stato impegnato per tutta la giornata di martedì in una serie di riunioni per decidere come procedere con l'Iran. Con lui il vicepresidente JD Vance, gli inviati Steve Witkoff e Jared Kushner, il segretario di stato Marco Rubio e il capo del Pentagono Pete Hegseth. Con l'avvicinarsi della scadenza del cessate il fuoco - per il presidente mercoledì nella serata di Washington mentre per il Pakistan nella serata di martedì -, la tensione è iniziata ad aumentare a Pennsylvania Avenue 1600. Di fronte a un Iran duro, Trump ha trascorso il pomeriggio a valutare di cancellare il viaggio di Vance, Witkoff e Kushner a Islamabad, per poi decidere di posticiparlo a tempo indeterminato. Pochi minuti sul suo social Truth ha annunciato l'estensione della tregua pur mantenendo il blocco a Hormuz: "accogliamo la richiesta di Asim Munir e del Primo Ministro Shehbaz Sharif del Pakistan di sospendere il nostro attacco contro l'Iran finché i suoi leader e rappresentanti non saranno in grado di formulare una proposta unitaria".









