Prima le partite, poi le escort: un terzo tempo decisamente a luci rosse. A Milano lo si giocava tutto tra champagne, privé e camere d’albergo. Un sistema rodato, “in stile aziendale”, capace di offrire ai calciatori di Serie A in trasferta un pacchetto completo: locali della movida, compagnia selezionata e, per chi voleva, anche il “servizio extra”. Il tutto condito, in alcuni casi, da una spruzzata di “gas esilarante”, il protossido d’azoto che — dettaglio non da poco — “non è rilevabile dai consueti test anti-doping”.

Il Corriere della Sera ricostruisce un giro milionario finito nel mirino della Procura di Milano. Quattro i manager arrestati, accusati di associazione per delinquere finalizzata allo sfruttamento della prostituzione. Un business che, secondo gli inquirenti, ha fruttato oltre un milione di euro. Il meccanismo era semplice quanto efficace: alcuni Pr agganciati a un’agenzia di Cinisello Balsamo organizzavano eventi esclusivi, popolati da un centinaio di ragazze-immagine. Nei privé, tra bottiglie costosissime e conti da capogiro, nasceva l’incontro tra domanda e offerta. Poi, per chi voleva andare oltre, scattava il livello successivo: escort, camere riservate e migliaia di euro che cambiavano mano.