Un crollo del 27,5% per la produzione orafa italiana nel primo bimestre del 2026, con l'export che nell'ultimo anno è sceso del 18,1% perdendo 2,9 miliardi di euro: una contrazione simile si era osservata soltanto durante la pandemia del 2020 e la crisi del 2009.

Sono questi i dati presentati presentati da Luca Parrini, presidente di Confartigianato Orafi, in un confronto col ministero delle Imprese e del Made in Italy.

"Il settore - ha sottolineato Parrini - si trova stretto nella morsa dell'impennata del prezzo dell'oro, dei dazi sul mercato statunitense che hanno fatto diminuire del 5% le nostre esportazioni di oreficeria negli Usa nel 2025, e della paralisi dei mercati mediorientali".

Colpito soprattutto il "quadrilatero" dell'oro - Arezzo, Vicenza, Alessandria e Milano - in cui si concentra l'82,6% dell'export orafo italiano.

Nel 2025, Arezzo ha registrato un calo del 40,9% e Milano del 36%.