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Un anno dopo la morte di Francesco emergono conversazioni private in cui Francesco criticava la politica estera del presidente argentino sulla guerra in Ucraina
Un anno dopo la morte di Francesco, chi lo ha conosciuto lo sta ricordando in queste ore anche rivelando conversazioni e corrispondenze private. È il caso di Gustavo Vera, attivista di sinistra ed amico di Bergoglio sin dai tempi di Buenos Aires. L’uomo ha scritto un libro dal titolo “La amistad no se negocia” (“L'amicizia non si negozia” in italiano), pubblicando il contenuto di alcuni giudizi pronunciati privatamente dal Papa defunto un anno fa sulla situazione politica in Argentina.
Lo scambio tra i due rivela i toni poco diplomatici di Francesco quando si trattava di dover giudicare le politiche dei governi argentini. A finire del mirino del Pontefice e del suo amico è stata soprattutto la linea filoucraina della politica estera di Milei. Il presidente argentino si è schierato a sostegno della sovranità di Kiev ed ha rotto i rapporti con Mosca. A questo proposito, il Papa scrisse a Vera: “grazie mille per la sua email; mi ha dato molto su cui riflettere. E mi è piaciuto come ha descritto le reazioni di alcuni: ‘passi di danza da lacchè’”. In particolare, l’accusa poi si riferì al presunto appiattimento sulla politica estera del presidente Usa Donald Trump secondo quanto riferisce Vera nel suo libro che contiene almeno 600 conversazioni private.






