MESTRE - «La stop-motion è un po' come la vita, come il tempo. Non si può saltare e non si può nemmeno tornare indietro. Si va solo avanti». C'è qualcosa di profondamente magico nelle parole di Peter Lord, co-fondatore premio Oscar della Aardman Animation e regista e produttore di film d'animazione come Galline in fuga o Wallace e Gromit, ospite a Mestre per la seconda edizione degli Stop e-Motion Days all'M9 Museo del '900, il primo festival italiano interamente dedicato alla stop-motion.

Un'animazione unica nel suo genere, che prevede la realizzazione e la «recita» di pupazzetti in plastilina, di cui viene registrato ogni minimo movimento, fotogramma dopo fotogramma, in un'unica sequenza: buona la prima.

Come è stato rivedere Galline in fuga proiettato all'M9 di fronte a risate e standing ovation?

«Erano anni che non lo vedevo e devo dire che è invecchiato molto bene. La reazione del pubblico è fondamentale: lavoriamo ai film per circa cinque anni e poi ci capita di vederli con gli spettatori forse una decina di volte. È un peccato, perché la reazione dell'audience è parte del nostro guadagno, ciò che ricompensa i nostri sforzi. Nello stesso Galline in fuga ho notato delle imperfezioni, ma voglio conservarle. Servono a segnalare al pubblico la natura artificiale di questa animazione. Ci sono incongruenze che partecipano al fascino del tutto. L'animatore è anche un attore. Se anima un personaggio arrabbiato, a fine giornata si sente arrabbiato. Tutto il corpo partecipa a questa attività, vale per ogni emozione».