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20 APRILE 2026

Ultimo aggiornamento: 16:40

Attacchi ibridi e atti di sabotaggio contro un Paese dell’Unione Europea? Malissimo se a compierli è la Russia, via libera se a portarli avanti è l’Ucraina. Si può sintetizzare così il pensiero di Carlo Calenda, che domenica mattina ha fatto sfoggio del suo pensiero in una serie di post su X. Ed è arrivato a giustificare, anzi a glorificare, la distruzione del gasdotto Nord Stream che – secondo la magistratura tedesca – è stata opera di un gruppo di cittadini ucraini, almeno uno dei quali è un veterano dell’SBU, il servizio di intelligence di Kiev. Un’azione gravissima per la quale il commando rischia fino a 15 anni di carcere in Germania con l’accusa, tra le altre, di sabotaggio anticostituzionale.

Ma cos’ha dunque detto il leader liberale? Tutto è nato da un suo post sull’ex Twitter che sembra prendere ispirazione dalle ultime aperture a un ritorno dell’acquisto del gas russo che hanno coinvolto sia l’ad di Eni, Claudio Descalzi, che il numero uno di Confindustria, Emanuele Orsini: “I russi hanno compiuto 4.000 attacchi cyber e centinaia di attacchi di attacchi ibridi contro i paesi dell’UE, prendendo dati finanziari, anagrafici e mettendo nel mirino infrastrutture critiche – ha scritto Calenda – La Russia di Putin è un nostro nemico. Finanziare un nemico è un’idiozia e un comportamento da traditori e vigliacchi. Il gas russo non va comprato né ora ne in futuro. Piuttosto siamo in tragico ritardo nello sviluppo del nucleare, che il Governo ha promesso e su cui non sta facendo nulla”.