Il clan Senese era, in realtà, il vero dominus dei ristoranti “Da Baffo”. Lo mettono nero su bianco i giudici nelle 67 pagine di motivazioni della sentenza di condanna con la quale sono stati respinti i ricorsi degli imputati del processo «Affari di famiglia». Al centro del procedimento c'è Mauro Caroccia, che secondo i giudici non può essere ridotto al ruolo di semplice riciclatore di denaro di provenienza mafiosa. Secondo la Suprema corte il vero “padrone” - è il termine scelto dai giudici di legittimità per descrivere i rapporti con il clan Senese - era in realtà Angelo Senese, fratello del boss Michele 'O Pazz. La presenza dei Senese era stabile nel tempo, favorita dal fratello Daniele, già legato sentimentalmente alla figlia del boss.
Una circostanza nota
Una circostanza che - scrivono i giudici - risultava conosciuta anche all'esterno, tanto da rendere evidente a più soggetti la riconducibilità delle attività ai due Senese. L'acquisizione del controllo partirebbe dal primo locale: «Il ristorante nella sostanziale disponibilità di Angelo Senese e di suo figlio Vincenzo, assunto con una paga (200 euro al giorno) sproporzionata per un comune cameriere (70 euro, quando i compiti sono anche di direzione), al quale le conversazioni captate ascrivono la disponibilità del ristorante». I ristoranti “Da Baffo” erano gli stessi frequentati dall'ex sottosegretario Andrea Delmastro, che proprio lì avrebbe conosciuto Caroccia e dove poi sarebbe stato convinto a costituire la società per la gestione della «Bisteccheria d'Italia». Caroccia, che in seguito a questa sentenza definitiva sta scontando una condanna a 4 anni, è indagato ora conla figlia diciannovenne Miriam nella nuova inchiesta della procura di Roma per riciclaggio e intestazione fittizia di beni in relazione alla società Le 5 Forchette di cui l'ex sottosegretario Andrea Delmastro ha detenuto quote azionarie, poi cedute.







