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Ultimo aggiornamento: 17:32
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Le intercettazioni “danno conto degli investimenti operati da Angelo Senese nella attività di ristorazione, nella quale lo stesso Mauro Caroccia aveva riferito la risalente presenza dei Senese, le cui risorse erano necessarie per consentire la prosecuzione dell’impresa. È dimostrato l’interesse di Angelo Senese anche alla sua gestione (l’acquisto di un ‘pacchetto’ per la pubblicità) e la sua effettiva titolarità (diretta o attraverso il figlio, fatto assumere in nero nel ristorante con una paga al di fuori dei canoni consueti), emergendo i suoi ripetuti riferimenti alla restituzione delle somme da lui investite nel ristorante, di cui si dimostra nota anche a terzi la proprietà in capo ai due Senese”. È quanto si legge nelle motivazioni della sentenza con cui lo scorso 19 febbraio la Cassazione ha confermato l’aggravante mafiosa nella maxi inchiesta della Dda di Roma ‘Affari di Famiglia’ che vede imputati fra gli altri il boss Michele Senese, detto ‘O’ Pazz’, la moglie Raffaella Gaglione, il fratello Angelo e Mauro Caroccia.








