I primi giorni di sole caldo ci consegnano una verità inattesa e sorprendente: Mondello non è più la spiaggia dei palermitani, è diventata la spiaggia di Palermo. Un pezzo di città come il Foro Italico, come piazza Magione. Uno spazio pubblico e fruibile come mai in precedenza. Fino a quando Mondello è stata la spiaggia dei palermitani o, meglio, di quelli che prendevano in affitto le cabine e i lettini, il litorale della città compariva a stento nelle guide turistiche, non era un fiore all’occhiello del quale vantarsi semplicemente perché non era aperto a tutti. Per quanto si stesse parlando di demanio marittimo, di fatto era uno spazio privato.
Conclusa la gestione monopolistica della società Italo Belga, Palermo si è trovata d’improvviso con una spiaggia che non pensava di avere perché non ha mai ritenuto fosse sua. In attesa che i tribunali amministrativi si esprimano sui ricorsi pendenti resta la certezza che l’occupazione privatistica di tutto il litorale non tornerà mai più. La Regione ha deciso di dividere la spiaggia in 14 lotti: sette destinati ai lidi e altrettanti per la pubblica e libera fruizione.
Aspettando che tutto questo accada è il Comune che deve farsi carico del litorale prendendosene cura non solo con responsabilità (il degrado è il nemico numero uno) ma anche con l’entusiasmo e i progetti di chi si è appena appropriato di un bene preziosissimo. Cosa farne, allora, della spiaggia di Mondello? Servono idee e suggerimenti. È un’occasione straordinaria che non va sprecata.









