Turisti sdraiati sulla sabbia con il famelico intento di abbronzarsi, appassionati di nuoto che si immergono dopo avere sistemato gli occhialini, surfisti che testano la direzione e la velocità del vento sperando appaghi il loro desiderio di adrenalina. Non è complicato immaginare come sarà Mondello con ben sette spiagge libere (questo prevede il Piano demaniale discusso dal Consiglio comunale).

Semplicemente perché sarà, almeno per metà della sua estensione, esattamente com’è oggi. Il surriscaldamento della terra ha generato l’allungamento della stagione balneare che è praticamente raddoppiata. Ce n’è una tradizionale – da giugno a settembre – e una non ufficiale che va avanti fino a dicembre e riprende a marzo. In questa seconda stagione balneare l’arenile non ha lidi attrezzati né cabine.Certo, la spiaggia libera d’estate sarà molto più affollata e aumenterà esponenzialmente il rischio degrado. Almeno se consideriamo fino a quali orizzonti di inciviltà riescono a spingersi non pochi palermitani. Ma la legittima preoccupazione non è di per sé una certezza.

Chi ha meno di venticinque anni non può ricordare com’era il Foro Italico soffocato dalla lamiera delle giostre. Quando il lunapark fu smantellato e arrivò il grande prato verde, in più occasioni vandali e incivili lo presero di mira. Ci volle un po’ di tempo perché il degrado si arrestasse. Oggi la passeggiata a mare, tutto sommato, è uno spazio del quale poter andare fieri. Perché la stessa cosa non potrà accadere sulle sette spiagge libere di Mondello?Salvatore Settis – archeologo, storico dell’arte, già direttore della Normale di Pisa – attribuisce al paesaggio il ruolo di “teatro della democrazia”. Uno spazio, dice, “da vivere e non solo da vedere”. In che modo un luogo bello da vedere come il lungomare di Mondello potrà essere vissuto al meglio? Farlo diventare teatro della democrazia (e della civiltà) è la sfida che i palermitani devono intestarsi.