ROVIGO - Venticinque anni di storia per raccontare millenni di civiltà: il Museo dei Grandi Fiumi ha spento le candele su un quarto di secolo dedicato alla custodia dell'identità del Polesine, al suo patrimonio storico e culturale, al suo ruolo nevralgico nel territorio, alle sue molteplici ricchezze. Tre giorni di iniziative, laboratori, visite, esibizioni e incontri hanno sancito il valore di uno dei templi locali della cultura e hanno anche contribuito ad rinforzare legami sempre più stretti in vista di ulteriori iniziative future.
La tre giorni di iniziative ha preso il via venerdì con i saluti del sindaco Valeria Cittadin e dell'assessore alla Cultura Erika De Luca e con l'inaugurazione della mostra fotografica itinerante dedicata al Sistema Museale Provinciale, che resterà aperta al pubblico fino a domenica 26 aprile 2026. Tra i momenti più importanti ci sono stati il talk "Grandi Fiumi 20012026. Venticinque anni di un Museo in continua evoluzione", un racconto corale a più voci che ha ripercorso la storia e l'evoluzione del Museo; numerose visite guidate gratuite tra gli spazi allestiti e completati nel corso degli anni, con un'attenzione speciale a Gabbris Ferrari, che tanto si è speso per la realizzazione del museo con idee lungimiranti; le esibizioni corali negli spazi del nel Chiostro degli Olivetani.







