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20 APRILE 2026
Ultimo aggiornamento: 12:26
Viviamo a livello internazionale un momento di estrema difficoltà e pericolosità, contraddistinto dalle doglie che accompagnano l’arduo parto di un nuovo ordine basato sull’effettivo dispiegamento del multipolarismo e il definitivo superamento dell’egemonismo statunitense e occidentale più in generale. Si tratta di un passaggio davvero epocale, se pensiamo che è almeno del 1492, con la conquista del continente americano che ebbe inizio in quell’occasione, che dura il dominio prima coloniale, poi neocoloniale, sempre imperialista sul pianeta. Ma oggi quel dominio è scosso fin dalle fondamenta dalle lotte dei popoli oppressi e dall’emergere di nuove Potenze.
Data la peculiare della situazione di transizione che ci troviamo a vivere, che presenta insidiosi rischi ma anche allettanti opportunità, costituisce un’urgente necessità dotarci di un apparato istituzionale che ponga in grado l’intera comunità internazionale e l’umanità tutta di neutralizzare i primi e cogliere le seconde. Appare evidente come le attuali Nazioni Unite, paralizzate dai veti e provviste di una struttura elefantiaca e costosa, ma inefficiente, non siano purtroppo all’altezza del momento storico cruciale che stiamo attraversando divisi tra angoscia e speranza.






